2008 

Al Gore risponde

Scritto alle 01:17 PM in: Blogging, Eventi, Personal, Televisione

capri La foto dovrebbe spiegare perché non ho potuto partecipare all'incontro con Al Gore. Prossimamente altri dettagli. Hey, sto lavorando eh!

Comunque mi fa piacere che sia stata posta la mia video-domanda ad Al Gore sull'uso di Current.tv da parte delle aziende. Leggendo Giovy e poi dal resoconto che mi ha mandato Andrea, ha risposto:

credo che le aziende hanno già modo di parlare adeguatamente con i propri utenti. Potrebbe essere utile come strumento per le piccole e medie imprese. In ogni modo è un aspetto interessante, il coinvolgere le aziende in questo tipo di comunicazione. Lo voglio approfondire e mi riprometto di valutare le implicazioni di Current TV come strumento per le aziende

Da quello che ho capito, è stato forse l'evento con più blogger italiani coinvolti. Grande Marco!

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2008 

Grazie Roma

Scritto alle 08:13 AM in: Advertising online, Associazioni, Eventi, IAB

IAB Forum è arrivato a Roma con il carico di responsabilità di essere “l'evento internet” in Italia già da qualche anno, con l'edizione milanese che nel 2007 ha ospitato oltre 3.000 persone e 55 espositori. Altra sfida era quella di valorizzare aziende e operatori dell'area romana e del centro-sud in generale.

Alla fine ho ascoltato impressioni principalmente positive, oltre 1000 i partecipanti e, per essere la prima edizione a Roma, abbiamo avuto una dozzina di espositori, tra cui Yahoo! che ha sponsorizzato un piacevole rinfresco a fine giornata. Insomma: la bilancia sembra pendere decisamente verso il positivo.

Mi sono sembrate evidenti due o tre cose, anche leggendo alcuni commenti online:

  • L'importanza di queste occasioni deriva anche dalla possibilità di fare networking e pochi come IAB riescono a fungere da aggregatori di questa portata. Ci hanno già chiesto di fare altri IAB Forum in giro per l'Italia, di organizzare meeting verticali per settore, e parecchie altre idee e proposte.
  • In un giorno non si poteva coprire tutto ciò che riguarda la pubblicità interattiva, però è mancato il search e si è notato. Una volta tanto però, varrebbe la pena prendersela con gli assenti piuttosto con chi crea il contenitore: o no?
  • Mi piacerebbe che in futuro ci sia più spazio per gli operatori dell'e-commerce, perché hanno ormai sviluppato una grande conoscenza del mercato e dei suoi meccanismi economici.
  • C'è chi ritiene che si sia parlato troppo di Web 2.0 e chi mi ha detto esattamente l'opposto. Bene, significa che c'è stato l'equilibrio di argomenti che volevamo! Sui numeri, non possiamo negare che il miliardo di euro di advertising online che si dovrebbe sfiorare quest'anno in Italia, è fatto da tante componenti ma non certo dal Web 2.0: quindi è giusto parlare del mercato che c'è e che cresce. Che poi a fianco (ribadisco: a fianco) della comunicazione pubblicitaria si debba sviluppare una comunicazione nuova e partecipativa, è ugualmente evidente a tutti ormai. Solo che passare ai fatti è complicato: numerose sono le richieste di supporto in tal senso, il che denota che in mosti si stanno muovendo.

Tante altre sarebbero le cose da ricordare: la "prima" a IAB Forum dell'apprezzato Professor Di Bari, la domanda di Stefano che non vuole essere amico di un'auto su Facebook (ricordata anche da Sante), un'organizzazione molto efficiente (lo sottolinea pure Alex), la qualità oltre che la quantità dei biglietti da visita raccolti dai miei colleghi in Ad Maiora, uno scanzonato dietro le quinte prima della tavola rotonda con i portali (prima o poi ve lo ranconto). In ogni caso, grazie Roma e grazie a tutti i visitatori e i colleghi che lo hanno reso possibile.

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2008 

10 milioni su blog e social network

Anche per Forrester ci sono in Italia circa 10 milioni di lettori di blog e social network (definiti Spectators), 4,6 milioni che partecipano e commentano e quasi 3 milioni di Creators, ossia chi produce social contents (tiene un blog o carica video, musica o testo sui social network).

Secondo me siamo allineati (nel senso che le diverse metodologie di analisi non permetteranno mai una confronto esatto) con lo studio di Universal McCann di cui ho scritto giorni or sono. Il fatto che numeri così alti suscitino perplessità, dipende da due fattori: a) perchè in Italia si tende a diffidare "a prescindere"; b) più seriamente, perché la polverizzazione dell'attenzione tende a non creare l'impatto delle "audience di massa" a cui siamo abituati con gli altri mezzi tradizionali, con tutti gli effetti di influenza sull'agenda che conosciamo. È la differenza tra 10 milioni di ascoltatori che guardano 100 canali oppure che si distribuiscono su 3 milioni di canali.

Tornando alla ricerca di Forrester, i dati li ho estratti utilizzando un loro tool online col quale si può analizzare il peso di sei profili di interazione con i social media (qui la descrizione dei profili) in diverse nazioni nel mondo, distinguendo altresì per sesso e fascia d'età. Di seguito lo screenshot dei numeri italiani (i valori in rosso li ho messi io, considerando i 24,5 milioni di utenti internet secondo Nielsen).

image

Data from Forrester Research Technographics® surveys, 2007
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2008 

La mia domanda su Current.tv a Al Gore

Al Gore Purtroppo giovedì sera sarò fuori Roma e non potrò partecipare all'incontro con Al Gore che presenta lo sbarco di Current.tv in Italia. Marco Montemagno ce l'ha messa tutta per organizzare un evento allargato e partecipato, in cui verranno poste le domande più votate tra quelle raccolte online.

Il fatto che Marco abbia iniziato il tam tam sull'iniziativa partendo da un nucleo ristretto di persone (quella definita come la sporca trentina), ha dato adito a qualche polemica. Mi ricorda quando avevo 18 anni e si organizzavano le feste e puntualmente si sviluppavano due schieramenti: quelli che avevano sempre da criticare (la musica, le luci, poche donne, ecc.) e quelli che le organizzavano; mai che le due cose coincidessero. A me pare un'iniziativa trasparente, innovativa, che non esclude nessuno e che, anzi, auspica la partecipazione. Il tutto con la diretta su SKY. Non so come andrà a finire (e mi spiace davvero di non esserci), ma in ogni caso complimenti Marco e in bocca al lupo!

Al mio posto ci sarà senz'altro il mio collega Andrea e chiunque altro sia interessato fino ad esaurimento dei 20 inviti che ho a disposizione. Intanto ho posto la mia domanda ad Al Gore a riguardo del tema che mi è caro in questo periodo, ossia i contenuti generati dalle aziende. Penso infatti che le piattaforme come Current.tv siamo da cogliere al volo per creare ulteriori touch point con le persone: l'importante è avere qualcosa da dire e saperlo fare. Questa è la domanda: se vi piace votatela pure ;-)

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2008 

Microsoft molla la trattativa con Yahoo!

Quando nei giorni scorsi Yahoo! aveva iniziato a fare dei test implementando il sistema pubblicitario di Google, ho capito che la trattativa di acquisizione di Yahoo! da parte di Microsoft sarebbe saltata. Microsoft non ha proceduto nel sui “bid ostile” ma Yahoo! ha fatto di tutto per ostentare sicurezza e orgoglio. Non ultimo il fatto che alla lettera di Steve Ballmer a Jerry Yang, abbia risposto Roy Bostock (chairman di Yahoo!) anziché Yang stesso.

Ora si tratta di vedere come Microsoft riuscirà a perseguire la sua strategia senza l'accellerazione che avrebbe portato il deal con Yahoo!. Incontrando Ballmer dieci giorni fa ho percepito come i piani di Redmond siano piuttosto chiari, ribaditi nella lettera che il CEO di Microsoft ha scritto ai dipendenti dell'azienda.

Sull'altro fronte, va capito come farà Yahoo! a non rimanere schiacciata tra i due big, specie se mollerà il search a Google (cosa peraltro molto complicata in termini di antitrust). Val la pena ricordare che anni fa fu proprio Yahoo! che applicando la tecnologia di Google all'interno della sua directory, lanciò di fatto l'azienda che conosciamo adesso. Farlo una seconda volta vorrebbe dire alzare bandiera bianca sul fronte search e mollare definitivamente il loro progetto Panama.

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2008 

Slide Company Generated Content

Ecco le slide che dettagliano l'articolo sui Company Generated Content

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2008 

Contenuti generati dalle aziende

Giovedì è uscito un mio articolo su Nòva (IlSole24Ore) che approfondisce l'argomento dei company generated content su cui mi sto concentrando in questo periodo. Nel link precedente ho riproposto il testo dell'articolo, mentre qui inserico un grafico che cerca di sintetizzare il concetto, ossia che oltre alla visibilità che si ottiene acquistando pubblicità, c'è quella che si può guadagnarsi attraverso al produzione, l'ottimizzazione e la condivisione dei contenuti.

company generated content keywords

Qui ho riportato l'immagine con il testo in inglese perché su Nòva le voci sono state tradotte in italiano ma non tutte rendano il significato che voloveo dargli.

Sia chiaro, non ce l'ho con la pubblicità (on/off line che sia), né penso che le aziende si debbano mettere a fare gli editori. Solo che ritengo estremante produttivo affiancare alle attuali forme di comunicazione, delle iniziative che sviluppino ulteriori touch point con le persone, attraverso contenuti pensati con obiettivi informativi, divulgativi o di intrattenimento.

Il tema dei company generated content l'ho affrontato recentemente anche con un breve video e, in parte, con un precedente articolo su Nòva. Se passate allo stand Ad Maiora a IAB Forum a Roma, conto di aver preparato con l'occasione anche qualche materiale più analitico che dettaglia il significato delle aree del triangolo. Ho un PPT già pronto solo che Slideshare è in in panne in questo periodo (pare per attacchi alla Cina): mi cosigliate un'alternativa?

Intanto sarei molto contento di ricevere feedback, punti di vista, eventuali esperienze, ecc.

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2008 

Consiglio IAB

Scritto alle 06:18 PM in: Advertising online, Associazioni, IAB, Personal

Il titolo può essere letto in due modi:

  • Consiglio come verbo e quindi l'invito a seguire (e magari iscriversi per le aziende del settore) a IAB Italia, l'associazione che rappresenta l'intero mondo della comunicazione interattiva. Non dimenticate il prossimo appuntamento il 7 maggio a Roma
  • Consiglio come nome proprio, nel senso di Consiglio Direttivo che proprio ieri è stato rinnovato per un mandato biennale. I consiglieri eletti sono:
    • Layla Pavone (Isobar), Presidente
    • Mauro Lupi (Ad Maiora), Vicepresidente
    • Monica Belgeri (IlSole24Ore), Tesoriere
    • Francesco Barbarani (MySpace)
    • Davide Mondo (Tiscali)
    • Andrea Da Venezia (ZenithOptimedia)
    • Nereo Sciutto (WebRanking)
    • Daniele Bologna (Ediforum)
    • Salvatore Ippolito (Microsoft Digital Advertising Solutions)
    • Paola Marazzini (Google)
    • Davide Corcione (Yahoo!)

Per quanto mi riguarda, sono ovviamente onorato di essere nel gruppo ancora una volta (entrai in IAB nel 2001, mi pare) anche se l'elezione di ieri mi ha fatto perdere due anni di vita (chi c'era sa :) ). Scherzi a parte, sono consapevole, come dice Nereo, che ci sarà mooolto da fare non solo a livello di Consiglio ma anche all'interno dei gruppi di lavoro che cercheremo di coinvolgere e stimolare.

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2008 

Colazione con Ballmer

Scritto alle 10:30 AM in:

Colazione con Ballmer
Sedere ad un tavolo con dieci amministratori delegati di grandi aziende ad ascoltare e chiaccierare con Steve Ballmer è stato un grande onore ed estramente interessante. Un grande regalo dagli amici di MDAS. Grazie.

Sentire Ballmer affermare che prima di pianificare search advertising ci si dovrebbe preoccupare di farsi trovare facendo search engine optimization, è stato quasi emozionante.

Sentirlo pronosticare il futuro dell'advertising toccando alcune di temi di cui parlerò nel mio intervento di oggi pomeriggio, mi carica di una certa responsabilità.

La giornata prosegue al Crown Plaza. A dopo.

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2008 

Web 2.0 - Vito Di Bari

web20 Non cosa sia stato più stimolante nel leggere il libro del Professor Di Bari: senz'altro i contenuti ricchi e diversificati, ma anche il fatto che tra gli autori coinvolti nel testo ci sono cari amici (Stefano Maruzzi, Layla Pavone) e parecchie persone che conosco più o meno bene (Antonio Allegra, Patrizia Cianetti, Sebastian Kuester, Emanuele Quintarelli, Stefano Quintarelli, Stefano Stravato) e tanti altri che ho avuto modo di apprezzare, leggere o ascoltare in momenti diversi (Alberto Abruzzese, Artuto Artom, Carlo Alberto Carnevale Maffè, Andrea Granelli, Howard Rheingold).

In verità mi sono letto “Web 2.0” tenendo a mente la domanda postami da Di Bari nella dedica che mi ha riservato, e ciò se il libro fosse Lupi-compatibile. Direi decisamente di si e lo posso anche misurare constatando le numerose pieghe (le orecchie) fatte alle pagine in cui ho trovato spunti interessanti e che mi son  ripromesso di segnalare. Eccone alcuni.

Dell'introduzione al Web 2.0 di Di Bari mi ha divertito l'associazione della relativa terminologia ad una scena a Via Montenapoleone in cui una ragazza guarda le vetrine (page views), entra in un negozio (click through) e guarda gli scaffali che sembrano più gettonati (digging) mentre ascolta dalla sua amica i suggerimenti sul negozio (folksonomy); poi va in camerino (deep linking), prova un vestito e accoglie i commenti della sua amica (social networking) e mette da parte gli abiti che le piacciono di più (tagging). Il discorso diventa più articolato quando Di Bari argomenta l'opinione in base alla quale, per analizzare compiutamente il Web 2.0 sia opportuno affidarsi alla scienza della complessità data l'impossibilità di ricondurne i fenomeni e gli effetti a valutazioni già ingegnerizzate.

Una frase di Stefano Quintarelli sull'evoluzione dei blog rispetto alla società:

“Il passaggio più delicato è l'adattamento di una società nella quale le avanguardie corrono sempre più velocemente e le retroguardie fanno sempre più fatica anche solo a rilevare i segnali di questi mutamenti.”

Molto efficace Granelli a proposito del lato oscuro della tecnologia, che va affrontato con responsabilità e non lasciato “ai demonizzatori e ai catastrofisti”. E a proposito dell'information overload:

“Questa moltiplicazione delle informazioni sta diffondendo sia l'anoressia informativa sia il suo speculare, l'obesità; in entrambi i casi, il crescente proliferare dell'informazione riduce la capacità dell'uomo di assimilare in maniera sana nuova conoscenza, spingendo i giovani a riempirsi in maniera ossessiva di informaizoni "non nutrienti"”.

Collegato c'è un pensiero di Michael Wesch a proposito dell'istruzione:

“Oggi il vero problema è come trovare, selezionare, valutare criticare, organizzare e infine creare informazioni. Sono queste le competenze di cui dobbiamo dotarci per essere insegnanti e il modo migliore per trasmetrerle agli studenti è chiedere loro di fare, in prima persona, esattamente quelle cose”.

Massimo Giordani tocca poi l'argomento a me caro dei contenuti generati dalle aziende, invitando ad una visione olistica della comunicazione, superando il concetto di visibilità conquistata solo attraverso la pubblicità, mediante la pubblicazione e la condivisione di contenuti: progetti, disegni, fotografie, filmati, che spesso rimangono sepolti nei loro archivi. Sempre sullo stesso concetto, Jamie Cason (BBC) afferma:

“Il Web 2.0 valorizza tutte quelle persone della vostra azienda che da anni si occupano di ricerche di mercato, contatti con l'esterno, progetti nelle comunità e interfaccia col pubblico. (...)  Le aziende devono cominciare a recitare come personaggi verosimili, anziché rappresentarsi artificiosamente come entità sovrumane e infallibili”.

L'intero capitolo “Fare business con il Web 2.0” è esemplare in quanto a fotografare il vantaggio competitivo a disposizione delle imprese attraverso il Web 2.0 e l'Enterprise 2.0. Gran finale con Di Bari che coraggiosamente traccia quello che potrebbe essere il Web nel 2015 e poi nel 2020 (pubblicato anche sull'Harvard Business Review e disponibile in PDF), teorizzando i concetti della Longer Tail e della Longest Tail che poi saranno la traccia del suo intervento al prossimo IAB Forum a Roma.

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2008 

Otto milioni leggono i blog in Italia, oltre 3 milioni i blogger

Scritto alle 04:38 PM in: Blogging, Business blog, Documenti, Numeri

Come ha segnalato Andrea in un commento ad un precedente post, Universal McCann ha realizzato la terza edizione della ricerca sui social network chiamata Social Media Tracker (formato PDF) che avevo già segnalato in un articolo su Punto Informatico l'anno scorso.

La ricerca si è concentrata su un panel di persone tra i 16 e i 54 anni che utilizzano internet almeno una volta ogni due giorni (active users), intervistando complessivamente 17 mila individui in 29 nazioni. È un campione che trovo significativo in quanto esamina chi la Rete la usa davvero e che riguarda 10,2 milioni di italiani.

Molti sono i numeri che vale la pena evidenziare, in particolare sulla quantità di lettori di blog (8 milioni) e sui blogger (3,4 milioni), area in cui l'Italia si posiziona ai vertici continentali. Rispetto agli altri paesi europei, abbiamo la maggiore percentuale di lettori di blog (79%) sul totale degli active users, e siamo anche primi in quanto a persone che li leggono ogni giorno (37%).

Per razionalizzare i principali numeri riguardo il mondo dei blog in Italia, ho realizzato alcune chart elaborando i risultati della ricerca.

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2008 

Vocazione di avanguardisti

Scritto alle 10:20 AM in: Ad Maiora, Social networking

In uno speciale sui social network realizzato su Pubblicità ItaliaAd Maiora - Vocazione di avanguardisti di questa settimana c'è un riquadro dedicato a Ad Maiora. Mi ci ritrovo nel titolo del pezzo “Vocazione di avanguardisti” mentre il giornalista ci ha accreditato dei clienti (Google, Yahoo! e Miva) che in realtà sono fornitori di cui siamo partner (magari prima o poi potrebbero pure diventare clienti! ). È un periodo molto intenso per l'azienda: come ho segnalato in questa breve intervista, abbiamo iniziato l'anno triplicando il fatturato rispetto al primo trimestre dell'anno scorso. Quello che mi piace constatare è il l'ampliamento dei rapporti con alcuni clienti storici, l'acqusizione di nuovi grandi clienti e lo sviluppo di alcuni importanti progetti innovativi. E non c'è neanche il tempo di annunciarli come si dovrebbe...

Intanto, l'intero speciale sui social network di Publicità Italia è attualmente disponibile online in formato PDF.

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2008 

Ballmer e il futuro dell'advertising

Scritto alle 10:24 AM in: Advertising online, Eventi, Pubblicità

Ormai è ufficiale da qualche giorno il fatto che Steve Ballmer, CEO di Microsoft, sarà a Milano il prossimo 23 Aprile per un evento chiamato The Next Web Now!. Il fatto che l'arrivo del boss :) sia dedicato al web e alla pubblicità, la dice lunga sulle prossime strategie del colosso di Redmond.

Carlo Rossanigo lo presenta simpaticamente su Mclips e Luca Colombo ci informa sul programma. La partecipazione è pubblica e gratuita anche se non dovrebbero esserci rimasti molti posti liberi.

Nelle sessioni del pomeriggio dedicate agli advertiser e alle media agency, sono molto contento di essere stato coinvolto nel tenere lo speech "The Future of Advertising Technology", stimolante quanto impegnativo. Parlerò di un possibile scenario in cui la tecnologia dovrebbe riuscire a ottimizzare le inefficienze dell'attuale mercato pubblicitario.

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2008 

SEO significa ROI

Scritto alle 09:23 AM in: Motori di ricerca, Numeri

Ogni tanto è bene ricordarlo: la quantità maggiore vendite online sono generate dai motori di ricerca, in primis attraverso il keyword advertising e poi mediante i risultati standard. In termini di ROI, i servizi di ottimizzazione (SEO) sono più convenienti del 100%. Punto.

Acquisizione clienti online - Forrester Research

ROI strumenti e canali online

L'articolo che riprende ed elabora una recente ricerca Forrester è su Ebaystrategies.

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2008 

Intervista a Esther Dyson

In occasione di Interact 2008, il congresso europeo di IAB sulla pubblicità online, riparte anche il relativo blog con una breve ma significativa intervista che ho fatto a Esther Dyson, una delle relatrici di spicco della passata edizione ed un personaggio che seguo dalla fine degli anni 80.

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