Ma perché un premio al miglior sito web deve diventare per forza una serata di gala?
Credo sia il quarto anno che seguo il Media Key Award e che faccio parte della giuria dell'evento dedicato ad internet. Pur non condividendo del tutto il concetto di premiare un'attività di comunicazione (e questo vale anche per i media tradizionali: Cannes, Locarno ecc.), credo che internet abbia bisogno di momenti in cui vengano presentati i progetti più innovativi, creativi e coerenti con gli obiettivi delle aziende.
Eppoi il caro Albano, patron di Media Key, mi sta simpatico e gli va riconosciuta la capacità di pensare alla Rete già da alcuni anni con desiderio genuino di capire e approfondire.
Il problema è che il format della manifestazione è arrivato alla frutta. Questa edizione mi è sembrata impostata ad una maggiore snellezza, ma il risultato è comunque monotono. Si, c'era il tipo delle Iene, il grande Elio (quello delle Storie Tese), ma reggere le oltre due ore del medesimo cliché ripetuto per le venti categorie, è stata davvero un'impresa. Anche quest'anno.
Mi rendo conto che certe cose sono soggettive: a me sembra banale e ripetitivo la scenetta della foto ad ogni premiazione, l'accompagamento fornito da modelle succinte, le frasi di rito e le battute forzate. Magari alla gente piace così e va bene. Però mi sembra inconfutabile il fatto che, a fine serata, si perda il vero obiettivo della manifestazione, che dovrebbe essere quello di premiare le migliori cose spiegando anche il perché, fecendo vedere il dettaglio dei siti e dei banner dei vincitori, mentre invece tutto viene presentato in modo superficiale e approssimativo.
Il risultato è che la serata si riduce ad una passerella di clienti e agenzie che applaudono quando viene premiata la loro azienda e poi vanno via frettolosi. La comunicazione online merita di più: speriamo che IAB Forum di domani offra qualche spunto migliore.
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