Al di là di tutte le ricerche di mercato, il modo più semplice per dimostrare l'assurdo sottoutilizzo di internet nelle pianificazioni pubblicitarie, è una banale calcolatrice.
Facciamo due conti. Pianificare qualche spot televisivo durante una fiction di grido sulle reti nazionali, può costare alcune centinaia di migliaia di euro. A questi costi vanno aggiunti quelli dell'agenzia, della produzione, del testimonial, ecc. da spalmare su tutta la campagna. Il risultato è che per una manciata di secondi, lo spot è visto da qualche milione di telespettatori, realisticamene da 4 a 8 milioni.
Passiamo ad internet. In Italia si spendono ogni anno cento milioni di euro circa in pubblicità online. Il che significa 270.000 euro al giorno più o meno.
Teoricamente, al posto di pochi secondi di visibilità davanti ad un distratto o assonnato telespettatore, possiamo avere 24 ore di totale copertura su tutti gli spazi pubblicitari online venduti in Italia, raggiungendo almeno 5 milioni di utenti. Ve l'immaginate? Per un giorno intero, tutta l'internet italiana avrebbe un solo inserzionista. E questo costerebbe all'advertiser come i pochi secondi di uno spot in TV.
Naturalmente, si tratta di uno scenario impossibile da realizzare (magari qualcuno ci sta pensando); però lo squilibrio attuale tra i media tradizionali e internet è davvero evidente.











