Leggere “Blog generation” equivale a prendere i sensori della Rete e attaccarseli addosso, significa sintonizzarzi sulle frequenze della comunicazione come si fa online oggi. Finalmente un testo che parte dall'interazione tra le persone e non dai tool e dalle tecnologie. Un libro che parla dei weblog non come una setta o una caratterizzazione, ma come un banale strumento informatico. Il protagonista non è il weblog in quanto tale, ma l'uso che se ne sta facendo e le conseguenze che ne derivano.
“Blog generation” affronta anche il tema spinoso del rapporto tra blog e giornalismo, affiancando We the media di Gillmor quando sottolinea il rafforzamento che la stampa può trovare nei weblog, a patto che si metta opportunamente in discussione (Granieri lo chiama “il patto critico”).
Un libro da regalare agli scettici, perché riporta con fare ogettivo le testimonianze concrete dei cambiamenti in atto nella sfera del comunicare. Un testo da suggerire ai giovani che guardano nel cielo stellato del domani per capire la direzione da prendere per andare a conquistare la loro stella. Un libro che parla della rivoluzione che blog e motori di ricerca stanno compiendo nel nostro quotidiano.
Solo 150 pagine in formato ridotto ma che hanno un peso specifico elevato.











