Sull'argomento che sinteticamente chiamo “link = fiducia?” si sta sviluppando una bella discussione online (più avanti metto tutti i link che ho trovato) scatenata dal post di Grillo il quale, citando un report del suo consulente online, attribuisce alla quantità di link che un blog riceve il parametro per misurare fiducia e attendibilità. È un punto di vista che ha trovato critiche quasi unanime tra i bloggers ma ha sollevato un confronto stimolante.
Dario mi ha scritto ieri proponendo di sviluppare un dibattito su come elaborare un criterio di ranking per i blog, confrontandosi anche con Tony di Bloglitalia che proprio in questi giorni ha eliminato la classifica dei preferiti perché vittima dei soliti furbacchioni. Ancora non ho elaborato nulla di intelligente (ammesso che lo faccia in seguito), ma prima di pensare al “come” mi pongo qualche domanda sul “perché”. Ossia: serve davvero una classifica che tenti di indicare i blog migliori? A parte la totale soggettività del termine “migliore”, pur declinato in vari modi (i più affidabili, i più considerati, i più autorevoli, ecc.), resta da capire a chi servirebbe una lista del genere (a parte ovviamente l'ego degli inclusi e degli esclusi).
Io credo e spero nell'intelligenza delle persone, nella loro capacità di sviluppare dei giudizi personali senza bisogno di vademecum e classifiche. E leggo, ad esempio, anche nei commenti sul blog di Grillo, comparire frequentemente opinioni critiche, anche piuttosto dure, che affiancano i conseni e talvolta l'idolatria.
E poi c'è uno dei doni più belli ricevuti da tutti noi alla nascita e cioè l'unicità. Ammesso che esistesse una graduatoria dei siti più affidabili, scommetto che potrebbe trovare pochissime persone che ci si ritroverebbero in toto. Ognuno, giustamente, indicherebbe varianti, aggiunte o esclusioni.
Torniamo ai link, che sono indubbiamente un elemento bellissimo da analizzare e non dimentichiamo che Google ha costruito il suo impero proprio sulla loro elaborazione. Però una cosa è analizzare l'attinenza tra siti sullo stesso argomento collegati da un link, un'altra è dedurre dei parametri qualitativi in modo automatico. Forse “l'influenza” è l'unico elemento che è possibile stimare oggettivamente (come sottolinea Vicenzo nei commenti al post di Giuseppe) , ma anche qui i link vanno pesati opportunamente. Technorati è utilissimo e anche in Ad Maiora lo utilizziamo per erogare dei servizi di misurazione della reputazione online, ma effettuando un indispensabile lavoro di analisi manuale proprio per distinguere il differente contesto e valore di ogni riferimento.
Oltre ai post scatenanti di Giuseppe e Paolo (interessanti anche i commenti ai post), culminati in un combine ironico e divertentissimo, se ne parla su kAy, Mr.Reset, Webgol, Tony Siino, Fratelli d'Italia, Vincenzo Caico, Ubik, Simone Morgagni, Totanus, Kurai. Buona lettura!
Technorati tags: beppe grillo
Update (altri blog che mi erano sfuggiti): Terrorpilot, Sandrino, Leibniz
Update 16/1: Anche Enrico Lanzara riassume le discussioni addirittura con uno schema grafico dei post. Simone Morgagni ha inceve stilato un PDF.











