Analizzando il mercato americano del search marketing, anche alla luce della ricerca elaborata da SEMPO negli ultimi due anni, è evidente come ci siano molte aziende, soprattutto di grandi dimensioni, che gestiscono il SEM con un uno staff interno. Alcuni miei colleghi americani sono preoccupati da questo fenomeno, altri pensano a diventare consulenti e formatori piuttosto che erogatori di servizi di agenzia.
Io continuo ad esser convinto che il ruolo delle agenzie specializzate rimarrà cruciale, magari cambiando atteggiamento e muovendosi più su un terreno di partnership piuttosto che di mero fornitore di servizi. Però non sarà possibile gestire il search marketing tutto in-house o demandarlo agli editori, compresi i motori di ricerca.
JupiterResearch ha appena pubblicato i risultati di un'indagine (commissionata da iProspect) che dimostra come nella maggior parte dei casi, le aziende non hanno personale dedicato ad occuparsi di search marketing, perché coinvolto anche in tante altre attività.
Soprattutto per l'attività di ottimizzazione (SEO), ritengo invece strategico un lavoro full-time, se non altro perché la qualità dei risultati è dovuta in gran parte alle operazioni di testing continuo, proprio perché si tratta di intuire i criteri di ranking più opportuni, andandoli a desumere dall'esame dei risultati di ricerca. E ciò è senz'altro più facile per le agenzie che controllano anche l'andamento di centinania di siti dei loro clienti. O no?











