Mafe invita a prendersi un uomo che sia innanzitutto gentile prima che macho, e lo fa in un post appassionato, reale, anche un po' crudo, indirizzato alle donne ma anche ai genitori nei riguardi delle figlie. E' vero: credo che la gentilezza sia un valore importante in quanto conseguenza di altri ingredienti come il rispetto, l'educazione, l'empatia ed anche il saper sorridere.
Se un giorno mia figlia mi chiederà un parere, la consiglierò senz'altro di valutare il grado di gentileza del suo "lui", anche se confido poco che tale parametro riscuoterà attenzione nei momenti clou in cui un genitore se la deve vedere con ormoni e tutto il resto. In genere, l'aggettivo "gentile" per i maschietti equivale a quello di "simpatica" (detto in modo tra l'ironico e l'indifferente) che si attribuisce alle femminucce. E' l'epiteto per i secchioni o per i romantici e, in generale, per quelli meno fighi. Insomma, non consente di guadagnare molti punti in società ;-)
Eppure io continuo a mettere la gentilezza tra i tre-quattro aspetti che noto e apprezzo di più in una persona. Anzi, non solo a riguardo delle persone ma più in generale ai processi di comunicazione. Anni fa scrissi a di come anche un sito web dovrebbe basarsi un'interfaccia gentile. E mi ha fatto piacere recentemente ascoltare Massimo Esposti di RGB durante un incontro organizzato da Hotwire, il quale ha citato proprio la gentilezza tra le caratteristiche che dovrebbe avere un blog (si parlava in particolare di quelli di tipo di business).
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