Esatto, si, si, proprio te. Quest'anno l'uomo (o la donna) dell'anno per la rivista Time sei te. Congratulazioni!
Il sottotitolo contiene le motivazioni: You control the Information Age. Welcome to your world.
Quindi significa che ho vinto anch'io, giusto? Non è carino avere da ridire quando ti fannoun premio, però avrei eletto uomo dell'anno "Me", non "You" oppure, ancora meglio, "We". Questo "You" continua a creare una contrapposizione io/tu che penso vada oltre il semplice gioco linguistico su cui mi diletto in questa domenica mattina. "Me" significherebbe che ognuno, compresi i giornalisti del Time, possano sentirsi uomo dell'anno e sottolinierebbe la consapevolezza acquisita del singolo. "We", ancor meglio, definirebbe il valore sociale e cumulativo di essere tutti "uomini dell'anno".
In ogni caso, godiamoci questo premio. Non abbiamo vinto nulla, solo la conferma che i tempi, in questi ultimi anni, sono davvero cambiati.
Update/1 (19/12/06): il post è segnalato su Scene Digitali di Repubblica.it
Update/2 (9/1/07): anche Anil Dash di Six Apart la pensa come me.
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