Qualche giorno fa sono andato in profumeria con mia moglie. Come d'uopo, all'uscita ci hanno riempito di campioncini. Ora il punto è: se le persone che ricevono questi prodotti demo ne parlano sui loro blog, devono mettere un disclaimer? Si griderà alla marchetta o, peggio, alla corruzione?
Ovviamente questo è un paradosso. Però ogni tanto occorre far tornare al sano realismo chi grida allo scandalo per situazioni come quella che ha visto protagonosta Microsoft la quale ha inviato un PC ad alcuni blogger per far provare il sistema Vista, specificando espressamente di palesare la questione.
Sui campioncini di profumeria, mica c'è scritto che prima di parlare del prodotto con qualcun'altro, devo specificare che si tratta di un omaggio! Succede da decine di anni e nessuno (giustamente) se ne preoccupa.
Queste filosofie puriste mi fanno saltare i nervi. Perchè insultano l'intelligenza umana. Perché presuppongono che le persone non sappiano distinguere la marchetta da una sana opinione (seppur palesemente stimolata). Perché anelano un ambiente puro e buonista per via di un "coso" tecnologico (i blog in questo caso), dimenticando che, per fortuna, sono gli umani che mettono il senso nelle tecnologie e non viceversa, rappresentando sempre la vita per quella che è, nel bene e nel male.
Invece di plaudire alla trasparenza con la quale vengono svolte azioni di marketing che, su altri media sono svolte da anni in modo occulto, si insorge contro quelli che dovrebbero essere corruttori e corrotti. Secondo me è solo invidia. Sai che faccio, mi vado a sentire un pò di musica con il K5 che mi ha regalato Samsung! :)
Mi sembra che anche Luca Conti sia di questa opinione, così come tutte le persone che, alla fine, vorrebbero essere simpaticamente tra i destinatari del dono (compresi giornalisti come Vittorio Pasteris).











