Sassi e cerchi nel grande lago dei blog
Chiamatela pure autoreferenzialità (ammesso che si riesca a dire velocemente senza sbagliare, dai, riprova a-u-t-o-r-e-f-e-r-e-n-z-i-a-l-i-t-à), però il modo col quale si muove la blogosfera mi piace proprio.
Mi piacciono i suoi ritmi: veloci, costruttivi (in genere), spontanei. Come un grande lago in cui ogni sasso che butti, grande o piccolo che sia, crea i cerchi concentrici che però sono in grado di collegarsi con i cerchi creati dagli altri sassi. Di più: ogni onda che si crea, trova pronte ad uscire dall'acqua altre creature, subito reattive ed in grado di contribuire a loro volta al gioco magico dei sassi e dei cerchi.
Vabbè, è un'immagine che ho in testa e che mi piacerebbe rappresentare se avessi un minimo di doti pittoriche. Dati che scarseggiano, accontentatevi delle parole scritte più o meno d'istinto.
Era solo per motivare il piacere che mi fa essere qualche volta nei loop fatti da un post che commenta un'altro, il cui autore risponde dopo pochi minuti e aggiorna e approfondisce il giro a suon di trackback e link che contagia altri siti, altri blog. Succede velocemente, spontaneamente, come le reazioni naturali dei fiori che si schiudono al primo raggio del sole. Uno dopo l'altro.
Tuttavia, qualche volta il gioco dei sassi e dei cerchi appare forzato o, peggio, sembra provocato scientemente. Qualche post fa ho parlato di “assedio dai meme”: sono catene simpatiche e spesso utili, a patto che non diventino impositive. Voglio dire: a me piacerebbe ascoltare su mille cose il parere di alcune persone: una volta glielo chiedo per favore, la seconda gli propongo un caffè o un pranzo, alla terza... probabilmente rompo le scatole. O no?
Sarà che mi ritrovo a reagire come diceva una vecchia canzone di Springsteen: “When they say sit down, I stand up!” (quando mi dicono di sedermi, io mi alzo in piedi!).
Meglio quando le cose succedono da sole, anche perché... succedono!
Tu come la vedi?










