Mi è scappato un commento di getto sul blog di IAB e siccome Cocomments ha fatto ancora cilecca (possibile che non ci sia ancora niente di meglio?). Lo riporto qui perché il tema che pone Cristiano è importante:
“non credete che esista una frattura tra le web agency, formate per lo più da tecnici, e il cliente/impresa che ha la necessità di capire come fare a trarre profitto dalla rete??
Ergo... la figura del consulente di vendita come la vedete o meglio... sono disposte le aziende web ad investire su una rete vendita??”
Cristiano, la frattura, come la chiami te si sta riducendo sempre di più e chi continua a trattare il web come uno strumento puramente tecnologico in luogo di un ambiente di comunicazione rimarrà sempre ai margini del mercato (o cambierà mestiere).
Sempre più spesso vedo che le web agency hanno prevalentemente skill di marketing e comunicazione, piuttosto che tecnici. E l'approccio vincente è proprio quello di considerare la Rete non (più) come un attrezzo tecnologico ma come un canale da inserire direttamente nel marketing mix (e non nel CED...).
Il mio punto di vista è che internet non si vende, ma si progetta, si spiega, si personalizza, si costruisce col cliente. E te lo dice uno che gestiva una rete commerciale di oltre 100 persone prima che esistesse il web e che insegna (anche) tecniche di comunicazione e vendita.
E le aziende ne hanno (giustamente) piene le scatole di chi vende servizi internet come se fossero robe stand-alone, isolate, come se potessero vivere di vita propria. Certo ci vogliono competenze strategiche nell'affrontare la Rete in questo modo e ritengo che proprio in questo ambito il mercato premierà chi ha da raccontare "progetti di comunicazione" e non un listino prezzi di servizi web pacchettizzati.











