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2007 

Karaoke capitalism

Scritto alle 09:53 PM in: Libri

Il precedente libro di Jonas Ridderstrale e Kjell Nordström, “Funky business”, mi era piaciuto parecchio; come una ventata di aria fresca, arricchita da un piacevolissimo senso di humor. Assistetti pure alla presentazione di Funky business da parte dei due autori, istrionici e divertenti che alternavano i loro speech lanciandosi una palla vera da una parte all'altra del palco.

Karaoke capitalism L'incontro con Karaoke capitalism è invece nato meno bene, forse perché nutrivo alte/altre aspettative. Questa volta il libro è stato pubblicato da Franco Angeli a cui, pur con tutta la buona volontà, attribuisco da sempre una connotazione un po' dozzinale, se non per i contenuti quanto per l'impianto tipografico, la qualità della carta, ecc., fattori che non riesco proprio a sottovalutare. E purtroppo le conferme qui arrivano tutte, a partire da insopportabili e frequenti errori di trascrizione (ne ho contati più di venti). Ho forti perplessità anche sulla traduzione: non ho letto la versione originale ma appare evidente che molti periodi sono contorti o incomprensibili e non credo che sia merito degli autori.

In ogni caso, il libro si legge volentieri ed è pieno di scatti acuti; taluni passaggi sono memorabili, conditi con un'ironia intelligente che ti costringe a grattare sull'evidente e dunque a riflettere. Il senso generale è l'invito diretto, a volte brutale, ad aggiornare velocemente e radicalmente il modo di fare business. Destinatari di questo appello sono principalmente i manager aziendali a tutti i livelli, solleticati a guardare “out of the box”, a rinnovarsi, a mettersi in discussione. Perché il mondo degli affari basato sul karaoke capitalism non risparmia chi si adagia, chi non si è accorto che il rapporto tra chi vende e chi compra è mutato una volta per tutte.

In effetti, gli autori si concentrano nel mostrare i cambiamenti in corso in tutte le loro sfaccettature evolutive, comprese quelle più ciniche e darwiniane. A volte, per loro stessa ammissione, non è certo un bel vedere; non a caso, l'abbinamento del capitalismo al karaoke è lì anche per schernire, per mostrare l'aspetto farsesco del business in cui i protagonisti sono esposti alla mercè di un pubblico che fischia gli stonati senza alcuna pietà.

Il grosso merito del libro è di rappresentare bene lo scenario attuale, nel senso che potremmo definire disordinato lo stile con il quale è scritto. Il disordine è espresso sia nell'enunciare i fatti che testimoniano i cambiamenti in atto in modo aggressivo, senza una particolare sequenza logica o temporale. Ad un ritmo incalzante, quasi stressante, ma con una discontinuità perenne negli incroci tra fatti, opinioni, ricerche, ecc. Daltronde questo è il periodo che viviamo, che sappiate cantare nel karaoke capitalism o meno.

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Commenti

il mese scorso ho incontrare per la prima volta questo personaggio e devo dire che dal vivo e' uno spettacolo assistere ad una sua presentazione!

Posted by: pluto at 03/mar/07 09:14:54

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