Un caro amico, manager di una compagnia finanziaria, di risposta al più classico dei “Come va?”, ha espresso uno sconsolato “Va tutto bene, il mio solo nemico è il tempo!”
E torniamo all'argomento “tempo”. Il mio amico lo vede in modo conflittuale perché è consapevole del fatto non si riesce dominare e perché, quando si presenta un imprevisto, ci si trova perennemente in una situazione che è già di rincorsa a deadline più o meno scadute.
Gli ho controbattuto che il vero nemico sono le interruzioni ed il tempo che serve a rientrare in concentrazione e, ancor di più, l'incapacità diffusa delle persone di assegnare e gestire le priorità. E poi sono partito con una filippica su quanto trovo assurdo che in molti (specie i più giovani) sprecano il tempo che hanno a disposizione. Per “sprecare”, qui intendo la gestione disordinata delle cose da fare, col risultato che sono gli eventi a gestire la loro vita e non il contrario.
Per un attimo mi è sembrato di fare un discorso di quelli che a 20 anni si etichettano come “pallosi” (o anche con epiteti peggiori), però guardandomi attorno sento di potermi confrontare con chiunque abbia trenta anni meno di me in quanto a efficienza.
Il tempo va rispettato. Quello proprio e quello degli altri. È come l'acqua: indispensabile per vivere e risorsa sempre più scarsa. Ci fate caso che un'espressione sempre più frequente è “Grazie per il tempo che mi hai dedicato”?











