Concludo il tris di post (qui il primo ed il secondo) dedicato al tema “human content everywhere”, per analizzare più da vicino il problema del rumore nei blog, in particolare per quanto riguarda i commenti offensivi, fuori tema o brutalmente idioti come li definisce il Prof. Epifani (@Stefano: ti leggo, ti leggo
) che rilancia il problema: che fare?
Ho già scritto della responsabilità dell'autore del blog in primis, per cui non ci torno su, se non per affermare che dovrebbe essere sempre compito del blogger tenere un po' d'ordine nei commenti. Cancellare lo spam, ad esempio, è una dimostrazione di attenzione nei confronti dei lettori, oltre alla testimonianza che i commenti... vengono effettivamente letti!
Nel contempo non serve pignoleggiare più di tanto. Qualche post che, diciamo così, scatena un po' di disordine lessicale, si può tollerare. Specie su quei siti che non obbligano a registrazioni particolari per poter commentare, fatto che va visto positivamente, sapendone sopportare gli eventuali scompensi.
Il mio lato ottimistico (quello che di solito prevale), mi fa sperare che la maturazione nell'uso degli strumenti di comunicazione digitale potrà, nel tempo, attenuare i toni e stimolare un maggior senso di responsabilità comune. Penso inoltre che l'anonimato nelle discussioni, seppur legittimo di norma, sarà guardato sempre più con maggior diffidenza e con scarsa considerazione. A proposito, guardate il tool che ha scoperto Franco per scovare l'origine delle modifiche anonime fatte su Wikipedia.
Tuttavia, è necessario anche osservare che forum e commenti nei blog sono un palcoscenico bello e pronto per tanti deficienti che, in buona o cattiva fede, scatenano strali oggettivamente offensivi, almeno se consideriamo il “comune buon senso”. Riuscirà la Rete a trovare modelli di aggiustamento che mantengano il rapporto contenuti/rumore a favore dei primi? Io scommetto di si.













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