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Il search snobbato dalle grandi agenzie

Gord Hotchkiss è una di quelle persone con cui mi sono sempre sintonizzato. Lui gestisce Enquiro, una bella agenzia di search marketing, ed è nel board di SEMPO, motivo per il quale abbiamo fatto un po' di cose assieme in passato.

Con la consueta capacità di contestualizzare gli argomenti, Gord riflette su MediaPost del perché le grandi agenzie di comunicazione snobbano, o comunque sottovalutano, il search marketing. Questi i quattro punti chiave:

  • Search is small. Non nel senso di limitato, ma per il fatto che il search è riferito a tante campagne di micro-nicchia. Ai pubblicitari piace invece pensare in grande, puntano alle killer campaigns, alla creatività più spinta. Il search è un'altra cosa, è granulare, è “mettere milioni di chicchi di sabbia in un cesto, uno alla volta”.
  • Search is measurable. Il search è misurabile in modo dettagliatissimo e, di conseguenza, lo è il lavoro delle persone. Questo “può causare parecchio imbarazzo nei tavoli delle agenzie”.
  • Search is hard. Proprio perché granulare, il search marketing è complicato e non basta fare un semplice brainstorm, anche il più ispirato.
  • Search is utilitarian. Il search è costantemente accusato di non essere sexi. Il punto è che tutte queste menti brillanti che si occupano di pubblicità, non hanno capito la cosa più importante: il search funzona perché sono gli utenti che guidano il processo, non i pubblicitari.

Alcuni anni fa scrissi un'ironica storiella (inpunemente figura qui accanto nella voce “i miei libri”)  che chiamai La pubblicità che ho sognato in cui bistrattavo il modo di pensare di alcune delle grandi agenzie...

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