L’attenzione su Facebook in questi giorni è altissima. Io lo utilizzo professionalmente per cui tendo a tralasciare le storie di gossip e cronaca, mentre ne seguo attentamente i modelli economici. Leggo su DailyNet di oggi un’affermazione di Ted McConnell, a capo del marketing di Procter & Gamble, che mi lascia perplesso:
“Non capisco perché continuiamo a definire Facebook un consumer generated media. I consumatori non avevano intenzione di creare un media, ma semplicemente di parlare tra loro”
McConnell afferma pure che le aziende non dovrebbero fare pubblicità su Facebook e che “i social network non hanno il diritto di guadagnare dalle conversazioni tra gli utenti”.
Non sono assolutamente d’accordo: credo che la maggior parte degli utenti della Rete abbiamo ormai dato per assodato che quello è il prezzo da pagare per avere servizi gratuiti. Altrimenti dovremmo scordarci le email online e gli instant messenger, anche questi strumenti di conversazione tra gli utenti. Quale sarebbe l’alternativa? Fare pagare l’uso dei social network? Creare una Facebook Onlus? Ma dai…
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